Incontri di Educazione Terapeutica

Spesso si sente dire che la persona malata deve essere al centro delle cure; in realtà spesso essa subisce passivamente i trattamenti prescritti dal medico ed eseguiti dagli operatori sanitari.
Perché il paziente diventi il centro del percorso di cura, egli deve assumere il ruolo di protagonista attivo dei processi assistenziali.
Il mezzo attraverso cui è possibile ottenere questo risultato è la cosiddetta Educazione Terapeutica (ET). L’ET è il processo nel corso del quale il personale sanitario trasferisce al paziente conoscenze sulla malattia e competenze di auto-cura e di auto-gestione. Tale trasferimento non può essere realizzato semplicemente con azioni informative teoriche ma devono essere utilizzati metodi in grado di determinare un reale e duraturo cambiamento dei comportamenti della persona.
La gestione del linfedema, come di altre malattie croniche, può essere agevolmente  appresa dalla maggior parte delle persone e gli deve, per questo, essere progressivamente affidata.
Gli operatori sanitari –  medico, infermiere, fisioterapista – devono perdere il loro ruolo di “curante”, di “tutore” della salute, di “proprietario” del sapere scientifico e devono invece assumere il ruolo ben più importante di educatore e formatore; la persona, d’altra parte, deve vincere la sua naturale paura dell’abbandono, o di non essere in grado di mantenere il migliore stato di salute anche in assenza di una continua assistenza medica, e lasciarsi invece coinvolgere nella formazione e nell’addestramento.
Il risultato che si può ottenere attraverso la valorizzazione di una piena autonomia da parte del paziente e la sua piena responsabilizzazione verso la gestione della sua malattia è la garanzia di un miglior controllo evolutivo della malattia stessa, con un minore impegno economico, di tempo, di stress.

L’Educazione Terapeutica è indirizzata quindi:
– a tutti i pazienti che sono a rischio di sviluppare un linfedema, ad esempio nelle persone operate per tumori a cui sono stati asportati i linfonodi dell’ascella, dell’inguine o addominali: in questo caso, prima della comparsa clinica del linfedema, l’obiettivo sarà quello di realizzare una prevenzione primaria, ossia di contrastare la comparsa del linfedema.
– a tutte le persone che presentano già un linfedema,  nei quali l’obiettivo è quello di realizzare una prevenzione secondaria, ossia controllare l’evoluzione della malattia, evitandone il peggioramento, scongiurandone le complicanze,  riducendo al minimo le cure necessarie.
oltre agli stili di vita, anche specifiche tecniche di auto-cura (come l’automassaggio, l’auto-bendaggio, pressoterapia domiciliare, esercizi domiciliari) da abbinare al tutore elastico. Tali tecniche potranno essere applicate in sostituzione dei cicli di terapia intensiva negli stadi iniziali o come modalità di auto-cura persistente dopo il ciclo di trattamento intensivo.

Le modalità con cui viene applicata l’Educazione Terapeutica sono gli Incontri di Gruppo.
Tali incontri, suddivisi in prevenzione primaria e prevenzione secondaria, sono rivolti a gruppi di 12-15 persone a rischio di sviluppare o con linfedema già conclamato degli arti superiori od inferiori.

Gli argomenti svolti negli Incontri di Educazione Terapeutica per la Prevenzione Primaria del Linfedema sono:
– Conoscere la malattia : cosa accade dopo l’intervento
– I fattori di rischio di sviluppare il linfedema
– Perché è importante la diagnosi precoce
– Come riconoscere il linfedema: quali sono i sintomi ed i segni iniziali del linfedema
– Dove rivolgersi in caso di comparsa del linfedema
– E’ possibile prevenire il linfedema? Cosa fare, cosa non fare e cosa fare in maniera diversa
– I consigli di comportamento nel linfedema: tra miti e realtà

Gli argomenti svolti negli Incontri di Educazione Terapeutica per la Prevenzione Secondaria del Linfedema sono:
– Conoscere la malattia : cosa accade dopo l’intervento
– Come evolve il linfedema: i fattori di rischio di peggioramento
– Le complicanze del linfedema
– Come curare il linfedema: dalle cure all’auto-cura
– Ruolo ed efficacia delle varie terapie decongestive: cosa la medicina ci può dire.
– Quando rivolgersi alla chirurgia
– Terapie alternative e complementari: cosa c’è di vero.
– Le tecniche di Auto-Cura: verso una scelta consapevole
– L’importanza dei controlli clinici

Gli incontri di Educazione Terapeutica sono del tutto gratuiti e si svolgono mensilmente in varie sedi della Provincia di Bologna, grazie ad una convenzione stipulata con l’AUSL di Bologna che consente di utilizzare gratuitamente le sale dei Poliambulatori e delle Case della Salute dei diversi Distretti cittadini, e grazie anche ad un contributo offerto dalla Susan G. Komen Italia Onlus.

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